Telegiornale SocialTV del 15 marzo



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NOTIZIARIO SOCIALTV DEL 15 MARZO 2017

Andreotti commise per anni il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso ma ne uscì pulito grazie alla prescrizione, il Presidente Napolitano si è rifiutato di deporre sulla trattativa Stato mafia, imponendo di distruggere le intercettazioni che lo riguardavano. In questo quadro il voto di scambio invocato da De Luca a suon di fritture di Pesce non desta più di una risata. Giovanni Falcone disse:“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.” Quel sostegno gli fu negato dallo stesso stato a cui aveva dedicato la vita, tradito come Borsellino, da chi avrebbe dovuto proteggerli. Oggi però Pasquale Di Salvo, ex poliziotto che aveva fatto parte della sua scorta, poi diventato imprenditore mafioso confessa: “Il sindaco grillino di Bagheria è inavvicinabile, per questa ragione la famiglia mafiosa aveva deciso di non occuparsi più di appalti al comune”. Sempre Falcone disse anche che “Gli uomini passano, le idee restano, e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.” A Bagheria forse camminano sulle gambe di Patrizio Cinque del Movimento 5 Stelle e di tutti i cittadini che lo sostengono. Bagheria dimostra che spazzare via la mafia dalla politica si può e non è nemmeno così complicato. La Mafia senza appoggi politici non ha armi per colpire, senza la complicità del potere, Riina e compagni molto probabilmente, non sarebbero stati altro che una banda di bifolchi senza scrupoli.

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Marino e quei maledetti scontrini dei 5 stelle, ha segnato l’inizio della fine per il Sindaco dimesso dal suo stesso partito. Marino però si è sempre proclamato innocente e dopo l’assoluzione in primo grado ha vestito i panni della vittima del sistema ma l’altro giorno la sua ex collaboratrice, Claudia Cirillo, è finita nei guai per aver raccontato che era lei la donna che il 27 luglio 2013 cenò con l’allora sindaco della Capitale. Si tratta di una delle 56 cene pagate con la carta di credito del Comune per le quali Marino fu accusato di peculato e falso. A tavola con Marino c’era però una donna che il cameriere identificò come la moglie dell’allora sindaco

Il pm Roberto Felici ha firmato 2 giorni fà un avviso di conclusione delle indagini a carico dell’ex collaboratrice atto che solitamente ha come conseguenza una richiesta di rinvio a giudizio. L’accusa è di false dichiarazioni al pubblico ministero. A smascherare l’ex collaboratrice, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, che hanno passato al setaccio i giustificativi di spesa dell’ex sindaco. E non è escluso che Marino torni nei tribunali romani.

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Augusto Minzolini, senatore di Forza Italia, Condannato in Cassazione per peculato nel novembre 2015, da quella data, per effetto della legge Severino, dovrebbe essere decaduto dalla carica, invece a distanza di 484 giorni è ancora senatore della Repubblica. Il 18 luglio 2016 la giunta per le immunità del Senato ha deliberato la revoca del mandato, ma da allora sono sette mesi che i partiti fanno melina per evitare la prova dell’aula. Dopo l’ennesimo recente rinvio, Vito Crimi del Movimento 5stelle ha dichiarato : “è la dimostrazione palese che dietro ai rinvii ci sia una pervicace volontà di salvarlo”. Il bello è che Pd, Forza italia, Ncd, gal e Movimento 5stelle per una volta si dichiarano tutti d’accordo per la decadenza, eppure continuano a rimandare la decisione, forse perché, quel voto a scrutinio palese, può lacerare gli equilibri nella maggioranza di governo. Poco importa se nel frattempo Minzolini riceve 10mila euro al mese ed è costato ai contribuenti 66.382 euro per le sole competenze parlamentari, senza calcolare rimborsi spese e diaria.

Di questo passo forse arriverà a maturare la sua onorevole pensione, che incasserà dal 3 agosto 2023. Minzolini, nell’attesa, non si scompone, continua a fare il senatore a nostre spese, tanto a quanto pare in questa storia nessuno ha fretta

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Il Governo seguirà le indicazioni europee sull’aumento dell’IVA? Probabilmente sì, visto che l’Italia ha sempre eseguito ogni pretesa Europea, piegandosi ai suoi dictat anche quando erano palesemente contro gli interessi nazionali. Non bisogna essere dei geni per capire che solo diminuendo le imposte, in particolare quelle sui consumi, si può sperare in una ripresa dei consumi e dell’economia Una simulazione condotta da Ref Ricerche per conto di Confesercenti, prospetta che se scattasse il nuovo aumento dell’IVA, perderemmo a regime 8,2 miliardi di consumi: circa 305 euro di spesa in meno a famiglia.

Anche la Cgia di Mestre è contraria: “Con un incremento di un punto di Iva dal 22 al 23%, ad esempio, una famiglia di 3/4 persone subirebbe un aumento di imposta di 100 euro all’anno che avrebbe delle ripercussioni negative sui consumi interni”. Siamo governati da persone che non sanno quanto costa il latte, il pane o la benzina come possono preoccuparsi dei danni economici che provocherebbe un nuovo aumento dell’IVA?

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L’Italia è un paese immobile, quando qualcosa si muove gira maledettamente al contrario, però per una volta possiamo consolarci, abbiamo da poco stabilito un nuovo record, senza precedenti nella storia: Solo noi abbiamo il ministro dell’istruzione con diploma di laurea per sbaglio, per sbaglio la laurea, la terza media ce l’ha!

Noi però non siamo populisti e quindi veniamo alla cronaca: all’università La Sapienza si è tenuto il convegno “Dopo la riforma: Università italiana, Università europea?” alla presenza del Ministro Fedeli. Alcuni studenti si sono incazzati e hanno cercato di raggiungere l’aula del convegno al grido “fuori i padroni dall’università” scatenando tafferugli con la polizia e lanci di uova. Il bilancio è di 40 studenti identificati. Il ministro scappando, evade le proteste e risponde a vanvera: “C’è un convegno in corso. Se mi chiedono un incontro sui precari, lo facciamo. Prendete un appuntamento e venite al ministero”. Gli studenti invece restano in tema: “Da Berlinguer a Gelmini, Fedeli alla linea”. Un Ministro che non ha mai frequentato l’università e, che rappresenta  lo Stato ad un convegno sull’università italiana ed europea, è uno schiaffo a tutti gli studenti universitari e a tutti i laureati. Gli studenti hanno tutte le ragioni per incazzarsi, ma in tutto questo c’è una nota positiva, almeno da oggi nessuno potrà più dire che la Fedeli non è mai andata all’università!

La notizia che stiamo per darvi oggi l’abbiamo controllata e verificata più volte, per avere la certezza di non essere finiti su scherzi a parte o su Lercio. Purtroppo è tutto vero.

E’ un cocktail esplosivo, composto da mancata prevenzione, estrazione a sorte delle casette provvisorie e una burocrazia infinita per accedere ai soldi delle donazioni. Il risultato è questo: lo stato italiano è incapace di fornire protezione tempestiva dal gelo e dagli effetti del terremoto ai propri cittadini, ma questo, purtroppo lo sapete ormai tutti. Noi però abbiamo scoperto che si può andare oltre e che lo schifo non ha mai fondo:

l’esonero dal canone Rai per i terremotati, sarà possibile solo se per effetto dell’evento sismico la famiglia anagrafica non detiene più alcun apparecchio televisivo. Il decreto legge n. 8/2017 che introduce nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017, tra cui l’esonero dalla tassa tv, non specifica niente oltre a quello che avete appena sentito. Nella legge, che ricordiamo dovrebbe fare gli interessi dei più deboli e indifesi, non è specificato come i terremotati dovrebbero dimostrare di non possedere più un televisore.

In poche parole, per avere una minima agevolazione i terremotati devono fornire un documento che non esiste. Facile, no? Ma vi sembra UMANO tutto questo?
Cosa dovranno fare le famiglie che da mesi vivono nei container? Servirà un’autocertificazione che attesti il crollo dell’abitazione? Un selfie con la casa magari? O bisognerà provare di essere ospiti in una delle strutture provvisorie allestite per chi ha perso tutto, compreso il televisore? Oppure tutto dipenderà dal fatto che verrà sospesa anche la fornitura di elettricità, che dallo scorso anno è il “veicolo” attraverso cui si paga il canone?

Al momento tutto ciò non è dato sapere. In tutto questo, segnaliamo che è in cantiere un provvedimento del ministero dell’Economia per stabilire i termini per la ripresa della riscossione dei tributi non versati per effetto della sospensione.  Probabilmente le famiglie che dopo il terremoto sono rimaste senza televisore dovranno comunicare al fisco la situazione attraverso una dichiarazione di non detenzione ma…questa è la normalità. Questo è come accade per tutti gli altri contribuenti che vogliono essere esonerati dal canone Rai. Ci chiediamo dunque…dov’è l’aiuto di stato ai terremotati?

Concludiamo con un vecchio slogan della RAI “Grazie ad ogni abbonato Rai possiamo offrire a tutti un anno di emozioni”.

Se anche voi amici siete emozionati per questa ennesima notizia che NON vi ha dato la Rai, fate girare la notizia. Lasciate un commento, che noi, tra i nostri mille impegni, troviamo sempre un minuto per voi per confrontarci e per rispondere a ogni vostro commento

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