Ma non avevano abolite le province ?



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MA NON LE AVEVANO ABOLITE ?

Cari amici, le Province, continueranno a pesare sulle nostre spalle per sempre! Avete capito bene, stiamo parlando del simbolo degli sprechi della Pubblica Amministrazione, quello che solo nell’ultimo anno ha succhiato più di otto miliardi dalle nostre tasche, dandoci in cambio un apparato obsoleto e poco utile, che spende più soldi per mantenersi, che per erogare servizi per il cittadino. Bene, sappiate che le Province non si potranno più toccare, che vi piaccia o no, continueremo a pagare i suoi sprechi “finché morte non ci separi”. Un matrimonio combinato di cui tutti avremmo fatto volentieri a meno. Eppure è così e, ormai, non possiamo farci più nulla. Sapete qual è la cosa buffa? É che lo hanno deciso gli italiani stessi, con il referendum costituzionale del 4 Dicembre scorso, o meglio, sono stati costretti a farlo, per evitare pericolose modifiche alla nostra Costituzione. La vittoria del NO al referendum ha avuto effetti immediati, come le dimissioni di Renzi, e altri che invece, stiamo avvertendo nel tempo. Questo perché il, poco lungimirante, Governo Renzi ha emanato delle leggi, che avrebbero trovato una giusta applicazione, solo con la vittoria del Sì. Per esempio l’Italicum, al di là delle recenti bocciature da parte della Consulta, è una legge scritta solo per la Camera perché con la vittoria del sì,  i cittadini non avrebbero più eletto i Senatori. Inoltre il Governo  Renzi era specializzato nel mischiare le pere con le mele. Come fece, quando inserì nel testo del Decreto Legge IMU un regalo per le banche di ben 7 miliardi! Ricorderete l’infuocata seduta di approvazione, con le sacrosante proteste grilline messe a tacere dalla ghigliottina della Boldrini. Mentre di recente ha cercato di inserire nella legge di stabilità, una garanzia da 97 milioni di euro per la Ryder Cup di golf, poi stralciati in seguito alle proteste.  

E a forza di mischiare le pere con le mele, hanno pensato bene di legare la cancellazione delle Province all’esito Referendario. Le province sono intoccabili, perfino Berlusconi lo aveva capito, ma Renzi è Renzi! … Forse pensava di avere dei super poteri e non ha valutato quello sarebbe successo in caso di un esito negativo del Referendum. Sì perché, cari amici, proprio grazie al flop del referendum costituzionale,  le Province sono diventate Immortali! Sì avete capito bene: immortali. A metterlo nero su bianco è un recente documento della Corte dei Conti che evidenzia, che il NO degli elettori, ha rafforzato l’intoccabilità delle Province. Insomma è ovvio che un NO alla riforma della costituzione equivale ad un Sì alle province che nella Costituzione sono ben incardinate. Concetto che i Presidenti di Provincia, si sono affrettati ad affermare con fermezza tramite una comunicazione ufficiale al Presidente della Repubblica. Caro Renzi ecco cosa succede a mischiare le pere con le mele!

La cosa è già grave di per sé, ma quello che fa veramente infuriare è che le Province sono il simbolo degli sprechi della Pubblica Amministrazione. Inoltre l’ex premier affidò a Graziano Delrio il compito di avviare la cancellazione degli enti. Il risultato fu una riforma a metà e, decisamente mal scritta, che si sarebbe dovuta completare solo con la revisione della Costituzione. Ma andiamo a vedere gli effetti di questa riforma. Negli anni precedenti e fino al 2014, nonostante gli sprechi, si registrava una costante contrazione delle spese, ma nel 2015, primo anno di applicazione della riforma, le spese aumentano del 26%, tradotto fanno 1,7 miliardi di euro in più!  Considerando che la riforma ha tolto diverse competenze alle province, che quindi hanno avuto meno lavoro da fare, l’aumento è spaventoso! Le spese correnti, sono salite da 5,9 miliardi a 7,3 miliardi, le  uscite per investimenti sono aumentate da 769 milioni a 1,2 miliardi. Mentre restano invece invariate le “entrate”, attraverso le tasse, intorno ai 2 miliardi. Insomma Del Rio si è cimentato in un gioco di prestigio talmente goffo e fallimentare che in confronto Mago Casanova sembra un un genio della magia! Grazie a lui, infatti, le Province lavorano meno, ma evidentemente sprecano molto, ma molto, di più!

Oggi vogliamo infierire e aggiungiamo che, oltretutto, i dati della Corte dei Conti sono parziali, infatti riguardano “solo” 71 enti contro gli oltre 100 presenti nel nostro paese.

Una giungla che fa da sfondo a una rete di migliaia di uffici pubblici, società partecipate, enti collegati. Tutti, adesso, intoccabili. Ma non è finita! A fronte di province ben amministrate bisogna fare i conti anche con svariati dissesti finanziari. Sono ben 12 gli enti sull’orlo del fallimento: Asti, Novara, Iserina, La Spezia, Varese, Terni, Chieti, Potenza, Catania, Ascoli Piceno, Imperia, Verbania Cusio Ossola. Amici il 4 Dicembre Renzi è caduto dalla poltrona, ma le assurdità del suo Governo, gli errori grossolani ed ingenui commessi, purtroppo non si possono cancellare. Insomma la frittata l’hanno fatta Renzi e amici, ma alla fine a loro cosa gliene frega? Le conseguenze le paghiamo sempre noi con tasse lacrime e sangue!

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