Mangiate pesce mediterraneo?



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MANGIATE PESCE DEL MEDITERRANEO ?

Noi abbiamo bisogno di qualcuno che in segreto operi per farci stare al sicuro, sia in terra che in mare. Però a volte sembra che questi si dimenticano quale è il loro ruolo,ed io devo chiedermi :  E’ sufficiente per i servizi segreti fare soltanto il loro lavoro?  Siamo sicuri che vogliano la verità al primo posto? Chi lotta per la verità, fa di tutto perché questa venga a galla e non si limita al compitino.  Per quello che è successo negli anni 90 nel nostro paese l’unica certezza è questa : la verità uccide, ed il Mediterraneo è una tomba di rifiuti tossici.
Giovedì scorso la Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti ha desecretato il documento  che ha dimostrato come i  servizi segreti militari  avessero inviato, fin da settembre 1995, un elenco di 49 navi sospette alla Procura di Reggio Calabria che svolgeva le indagini sul presunto affondamento doloso di navi cariche di rifiuti tossici nel Mar Mediterraneo. Secondo i dati diffusi, a fianco di ognuna delle navi segnalate i Servizi appuntavano “data, luogo e causa presunta dell’inabissamento, nazionalità, carico e nome dell’armatore.
Un documento prezioso per fare luce sul traffico che coinvolgeva le “navi a perdere” : navi che venivano imbottite di rifiuti radioattivi e che venivano fatte affondare apposta in alto mare, praticamente un modo facile per sbarazzarsi senza problemi di rifiuti tossici.C’è chi li seppellisce e c’è chi li getta in mare facendo affondare le navi, questioni di gusti.
Negli anni ’90 Lega Ambiente denunciò l’esistenza di questi  traffici illeciti di rifiuti tossici e radioattivi che finivano affondati sulle navi, ma venivano tutti additati come pazzi complottisti. Oggi invece finalmente sappiamo con certezza che il Mediterraneo è un cimitero di rifiuti pericolosi e radioattivi..E i Servizi Segreti lo sapevano. E poi sono i complottisti quelli che vogliono il male del mondo vero?
Parliamo di almeno 90 navi fatte colare a picco nelle acque più buie del Mediterraneo tra il 1989 e il 1995, che non sono mai state recuperate. Su questo disastro stava indagando il Corpo Forestale per conto delle Procure di Reggio Calabria e Matera ma, guarda tu la casualità,non ha mai ricevuto il documento dei Servizi. In quell’analisi del Sismi figuravano alcuni mercantili sui quali stava indagando  il capitano Natale De Grazia, in prima linea nell’inchiesta, morto durante una trasferta in circostanze rimaste sempre sospette, prima per “morte cardiaca improvvisa” e poi con una commissione d’inchiesta del 2012 si parlò di “decesso dovuto a causa tossica”.
Come succede spesso nel mondo,dopo la morte di un personaggio “scomodo”, le indagini finiscono nelle sabbie mobili e la squadra investigativa venne smantellata. Questo è un modus operandi ricorrente nella storia moderna italiana: “uomo avvisato mezzo salvato”.
Nel documento dei servizi segreti militari compare anche un riferimento alla tragica vicenda della Moby Prince, per cui il fatto sarebbe stato inserito dall’Intelligence in una “mappa concettuale” dedicata al traffico di materiale bellico recuperato, di scorie nucleari e di armi. La stessa mappa sarebbe stata inviata il 3 aprile 2003 dal Sismi, a cui c’era allegata una nota su Giorgio Comerio, ingegnere che negli anni ’90 progettava di inabissare le scorie nucleari sui fondali marini servendosi di siluri. Secondo il Sismi, Comerio risulterebbe vicino ad una serie di traffici clandestini con particolare riferimento a smaltimento di scorie nucleari e rifiuti tossici, riciclaggio di denaro e contrabbando di armi. Comerio avrebbe operato dal 1995 in poi nella zona della Baia di Hungnam, grazie ad accordi stretti con il governo della Corea del Nord. Secondo l’intelligence militare il suo gruppo sarebbe stato coinvolto nello smaltimento a Taiwan di 200.000 barili radioattivi, per una cifra d’affari di 227 milioni di dollari.

Da precisare che secondo Francesco Neri, che all’epoca cordinava le indagini, e oggi è presidente della sezione penale d’Appello a Roma, il Servizio segreto militare collaborò, tanto che lui gli indirizzò una lettera di ringraziamento. Ecco alcune sue parole :  “Il Sismi collaborò correttamente, mandando per vie formali le informazioni che avevano.Non posso affermare, salvo prova del contrario, che non abbia collaborato con noi. Abbiamo scoperto un fenomeno che non si conosceva. I servizi non potevano mandarci qualcosa di cui non erano a conoscenza. Questo poi era soltanto uno degli elenchi, noi ne avevamo un altro di 131 navi, ci concentravamo solo su quelle affondate nel Mediterraneo”

Ma la questione non riguarda soltanto le navi affondate in mare, perchè la cosa si fa molto più cupa e molto più interessante. Una nota del Sismi inviata il 30 luglio 2003 alla presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Esteri segnalava l’arrivo a Mogadiscio di due navi cariche di rifiuti industriali e scorie tossiche. Sapete chi stava investigando su questi traffici di rifiuti e di armi? Due inviati della Rai, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, morti in un agguato il 20 marzo 1994 proprio a Mogadiscio. Non è stato necessario fingere come per Di Grazia una morte cardiaca, ma direi che il fine era sempre quello : uomo avvisato mezzo salvato. Nessuno di loro 3 si è salvato, ma sono stati un importante monito. Vi rendete conto quale è il prezzo da pagare per scoprire la verità ? Di solito non la trovi, ma se la trovi o vieni ridicolizzato e screditato, oppure vieni tolto dalla circolazione. Queste non sono supposizioni, sono certezze.

Beh amici cosa possiamo aggiungere? I rifiuti, che siano persone travestite da spazzatura o quella vera e propria, sono l’altra faccia della nostra società consumistica, e se non siamo noi ad occuparcene con responsabilità, ci penserà la criminalità. Magari per questo i mari sono decisamente inquinati, e noi andiamo a pescare e farci il bagno, ma almeno cosi non ci pensiamo e  l’emergenza rifiuti è un problema in meno. Pescate gente, pescate.

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