Uccidiamo 1.700.000 di bambini poveri



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Mentre ogni santo giorno veniamo distrutti e distratti da una serie infinita di notizie inutili che riempiono la nostra giornata, ogni anno per l’inquinamento muoiono 1.700.000 bambini.

Mi spiegate cosa ci è successo? Da un lato abbiamo l’Unicef, che da anni lotta per migliorare le condizioni di vita di questi posti, e non è cambiato un cazzo, dall’altro lato ci siamo noi, che ogni anno buttiamo via chili e chili di cibo e addirittura in tante parti d’Italia ci si sente dei poveracci nel prendere i mezzi pubblici. Ci sono dei posti dove se ti vedono girare in bicicletta quasi ti insultano, peggio di come insulterebbero un vegano, ma poi ci riempiamo la bocca parlando di progresso, di diritto ad avere una casa o di avere un’infanzia felice! Negli ultimi 5 anni, sono morti oltre 600.000 bambini perché l’aria della loro città era irrespirabile, come succede a Nuova Delhi dove l’aria è 30 volte più inquinata rispetto alla nostra. Nel mondo ci sono 300 milioni di bambini che vivono in condizioni ambientali sotto i più bassi standard internazionali e noi, nemmeno ci interessiamo. Conosco persone che quando ho raccontato loro questa storia, di tutti questi bambini morti ogni anno, sapete cosa mi hanno detto? “Eh ma perché non mi dici dove sono morti?” E sapete cosa ho risposto.. ma ha davvero importanza? Questo è un pregio ma soprattutto un difetto dell’essere umano : dobbiamo per forza classificare e dividere ogni cosa, che sia buona o brutta. Non cambia nulla se sono morti in Perù, in India o in Inghilterra : la verità è che semplicemente tante cose le accettiamo “perchè le cose vanno così” e perché le persone “fanno solo il loro lavoro.”
Fino a che punto pensate che possa reggere un atteggiamento del genere?
Sapete, ridurre drasticamente questi numeri non sarebbe nemmeno troppo faticoso da un punto di vista economico per questi paesi. In Italia nel 1872 morivano 410.000 bambini sotto i 5 anni di età, nel 1907 ne sono morti 271 mila, ed alla fine degli anni 20 la percentuale era diminuita di un altro 20%. Vi parlo di questo parametro perché oggi viene utilizzato come il più importante per valutare lo sviluppo socio economico di un paese, e pensate che adesso in Somalia ogni anno muoiono tanti bambini sotto i 5 anni quanti ne morivano in Italia nel 1926, cioè 1 su 5. Adesso in Italia siamo a 3 su 1000. In quegli anni, cosa avranno mai fatto di così incredibile i nostri progenitori? Sicuramente avevano uno stile di vita semplice e non mangiavano tutte le verdure impestate di adesso, e la carne, che era senza ormoni, si vedeva col binocolo e la mangiavano qualche volta l’anno. Sono migliorate le condizioni igieniche, lavarsi le mani, cercare di mantenere pulito il proprio spazio, la propria casa e le proprie strade, e soprattutto avere a disposizione l’acqua corrente. Se in Italia grazie a queste semplici misure in poco meno di 50 anni siamo arrivati a diminuire la mortalità infantile del 50 % , è davvero così difficile per i paesi in via di sviluppo migliorarsi, ed aiutarli a migliorarsi? Quanti soldi servono per avere l’acqua potabile in Costa d’Avorio ? Quanto tempo serve per capire che lavarsi le mani e non buttare la merda per strada con i secchi è un modo efficace e semplice per contrastare le malattie? E nel frattempo, ogni giorno veniamo bombardati da campagne mediatiche per aiutare queste popolazioni. E doniamo, doniamo, doniamo.. e ancora 1 miliardo di persone non ha l’acqua potabile, non conosce l’energia elettrica. Noi ormai chiamiamo casa il luogo in cui c’è il wi-fi, loro manco la casa hanno.

Rendiamoci conto ragazzi, nel 2017 muoiono milioni di bambini nel mondo per una polmonite per una diarrea e per un ambiente domestico malsano, e noi questo  non lo possiamo accettare, perchè ci sono i mezzi per migliorare le cose, ma evidentemente manca la volontà di farlo. La volontà di ognuno di noi.

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