Matteo, esci le fatture



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Nei giorni scorsi qualcuno ha esploso dei colpi di pistola contro la Mercedes di Andrea Bacci, l’imprenditore fiorentino amico dell’ex premier Matteo Renzi.

La vicenda andò così: uno dei proiettili era rimbalzato e aveva infranto il vetro di una finestra della sua ditta di pelletteria, senza procurare alcun ferito. Poi ci fu come al solito un lungo silenzio sulla stampa e in TV, perchè è meglio lasciar tranquilli gli amici di Renzi. Ora però la storia si fa più intricata, perché gli inquirenti avrebbero messo sotto la lente di ingrandimento proprio i rapporti tra Bacci e l’ex capo del governo.

L’attenzione sarebbe puntata in modo particolare sulla ristrutturazione della villa di Renzi, di cui proprio Bacci si occupò nel 2004. Che fine hanno fatto le fatture relative ai lavori? Fonti vicine a chi indaga fanno sapere che semplicemente, non esistono. Il dubbio è quindi lecito: sono semplicemente sfuggite a un occhio attento o l’imprenditore ha fatto i lavorii alla villa dell’amico gratis o in nero? Un qualsiasi cittadino passerebbe dei guai per essersi fatto installare anche una sola parabola senza pagare la manodopera, figuriamoci se si parla della ristrutturazione di un’intera villa. Al vaglio inoltre ci sono anche i legami di Bacci con ambienti connessi con la malavita locale. Quegli spari prima sulla sua auto, poi a un cartello della Ab Florence, azienda di pelletteria di proprietà dell’uomo, fanno sorgere molti dubbi.

Negli ambienti dell’imprenditoria toscana si vocifera che l’amico di Renzi abbia contratto numerosi debiti e sia stato costretto a chiedere dei soldi agli strozzini e la mancata restituzione avrebbe fatto irritare i creditori. Ecco perché Bacci è attualmente sotto scorta, su decisione della Procura. La notizia, comunque, è passata quasi sotto silenzio ed è stata riportata da pochi quotidiani, per lo più locali. Se fosse accaduto in Sicilia o in Calabria, con ogni probabilità, sarebbero partite indagini della Dia, ma nel Granducato, terra comunque in cui le infiltrazioni di cosche mafiose sono comprovate, l’attenzione è rimasta puntata solo sugli spari.

Bacci, che è anche patron della Lucchese calcio, risulta indagato con altre sei persone, proprio per l’emissione di fatture false e ricorso abusivo al credito, perchè oltre a essere un amico di Renzi e anche amministratore della Coam, una società che si occupa di edilizia attualmente in regime fallimentare, che ha sede, guarda caso, a Rignano sull’Arno, paese di Renzi.

L’amicizia con l’ex premier risale ai tempi in cui lo stesso era presidente della Provincia e, poi, sindaco. Bacci deteneva, infatti, una quota della Nikila invest, che possedeva il 40 per cento della Party, società al cui vertice c’era Tiziano Renzi, padre di Matteo, al quale lo stesso prestò 75mila euro, assieme ad altre persone, per riscattare l’ipoteca sulla casa. Fu proprio Matteo Renzi a nominare l’imprenditore nel cda della Centrale del latte di Firenze, la Mukki e in altre partecipate. Quindi la domanda è: chi ha sparato a Bacci e quali sono i motivi? I suoi strettissimi legami con il capo del partito di governo in Italia meriterebbero un po’ trasparenza non trovate? Chi sono le persone frequentate e quali sono i rapporti tra Bacci e eventuali personaggi malavitosi, visto che l’ex premier, attuale capo del PD, si fa ristrutturare la casa da lui, e sfortunatamente non si trovano le fatture di questi lavori?

Una cosa è certa, Matteo ha degli amici un po’ particolari, e qui non parliamo di assicurazioni sulla vita e beneficiari, qui parliamo di proiettili. E’ un po’ diverso, non trovate?

P.S. ha dimenticavo, Matteuccio esci le fatture.

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