Buona scuola e sfruttamento minorile



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LA BUONA SCUOLA E LO SFRUTTAMENTO MINORILE

Dovete sapere, che Renzi nel suo passato governo, ha introdotto con la buona scuola “alternanza scuola-lavoro” per gli studenti, che però è diventata in tutta Italia “Alternanza – Sfruttamento”. Lo so che la cosa non vi sorprende, ma passeremo lo stesso ad elencare una serie di situazioni che sono capitate dopo la nascita di questo provvedimento, che, come era prevedibile, si è rivelato solo un grande spot. Le proteste arrivano proprio dai ragazzi obbligati a fare lavori poco gratificanti e per giunta anche gratis. Per la buona scuola questa dovrebbe essere “un’esperienza formativa innovativa per unire sapere e saper fare”. Per gli studenti invece è diventata una “Alternanza Sfruttamento”, e i ragazzi hanno lanciato la campagna “a scuola io non faccio l’operaio”. Secondo noi hanno ragione da vendere, essere obbligati a norma di legge ad essere sfruttati per essere promossi, non ci sembra una grandissima innovazione didattica. Abbiamo saputo di ragazze mandate in una fiera dedicata alla promozione di matrimoni a distribuire volantini, a dare informazioni sulla posizione dei bagni o dei vari stand. Il tutto in dodici ore continuative senza neanche le pause previste dalla legge. I ragazzi dell’alberghiero hanno visto il cuoco dei ristoranti col cannocchiale, l’unica mansione a loro affidata è stata di pulire bagni e sparecchiare tavoli. Insomma manovalanza gratis e obbligatoria. Oltre al danno, questi studenti sono passati anche come fannulloni. Infatti i loro professori-tutor hanno detto ai ragazzi di prenderla sportivamente, che ogni esperienza vale nella vita. Un altro esempio? un cinema ha tenuto dei ragazzi a catalogare locandine di fine anni ottanta. Non tutte le esperienze di questi ragazzi saranno state tragiche, ci sarà stato pure qualcuno con maggiore fortuna, ma il quadro resta decisamente devastante. Si obbligano gli studenti a lavorare, e come tutti noi sappiamo il confine tra lavoro e sfruttamento è sempre un campo minato. Al ministero però partono all’attacco: “Non esiste che una ragazza faccia volantinaggio per dodici ore! Se c’è qualcosa che non va – dice il sottosegretario Gabriele Toccafondi – ed è oggettivo, abbiamo il dovere di intervenire. Non difendo i percorsi falsi perché per me quella è scuola. Siamo in una fase iniziale e non possiamo permetterci di sbagliare. Le denunce ci devono essere da parte dei ragazzi: li invito a farle ai loro professori, ai dirigenti scolastici, agli uffici provinciali e regionali e al ministero. C’è chi deve ascoltare gli studenti e valutare queste situazioni. Non invierò ispettori: serve uno scambio di vedute costante tra i vari protagonisti di questa esperienza. Va valutato caso per caso”. Toccafondi poi si pronuncia sulle difficoltà del progetto: “Lo scorso anno abbiamo avuto 720 mila posizioni in alternanza scuola-lavoro. La difficoltà, in alcune zone del Paese, è trovare opportunità belle per tutti i ragazzi”. Bravo Toccafondi, ma, caro sottosegretario, non lo sapevate già che in alcune zone del Paese avreste trovato queste difficoltà? Eppure sappiamo che non siete degli improvvisati al ministero. Giusto, meglio una bella conferenza stampa per presentare la buona scuola e poi i problemi li affrontino pure i ragazzi direttamente in azienda. Un bel modo di essere Stato sulla pelle dei suoi cittadini. Noi crediamo che questa iniziativa andrà alla deriva e verrà presto archiviata perchè mancano i posti di qualità da fare fare a tutti i ragazzi, che, ripetiamo, hanno l’obbligo di fare per completare il loro curriculum, ma per adesso il ministero sta cercando posti intavolando bizzare convenzioni con union camere, e addirittura lanciando la possibilità di fare “l’alternanza” d’estate. Ecco, magari un ragazzo poco fortunato aveva la possibilità di fare qualche lavoretto d’estate, ma cosi lo si obbliga a lavorare in un’azienda convenzionata con la suola per perfezionare il suo percorso didattico. Sappiamo tutti che i nostri ragazzi da 16 a 18 anni hanno migliaia di problemi, sappiamo che a loro, spesso e volentieri, servirebbe andare a lavorare e capire cosa significa spendere dei soldi guadagnati col sudore della fronte, ma questa francamente non ci sembra una motivazione valida per obbligarli a lavorare, dovunque, per essere promossi o migliorare i loro voti. Intanto che sono nei licei, pensino a studiare, impiegando il loro tempo libero come gli pare. Ultima considerazione, Queste dichiarazioni del Sottosegretario non ci sono piaciute affatto: Chiede che i ragazzi denuncino, e, quando lo fanno, come abbiamo visto, lui nemmeno manda i commissari. A cosa serve la denuncia se poi il ministero non se li caga? è una cosa vergognosa chiedere le denunce e quando i ragazzi lo fanno, vengono snobbati e abbandonati proprio dal ministero. il sottosegretario non manda i commissari per non scoprire lo schifo di questo provvedimento perché questa è la prassi: usare una legge dello stato per sfruttare i ragazzi per legge.

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