La tomba del renzismo è questa



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LA TOMBA DEL RENZISMO

Nel dettaglio questa storia nessuna TV ne ha ancora parlato e difficilmente lo farà.
Oggi lo facciamo noi. Si parla di un appalto gigantesco, 2,7 miliardi, per servizi a università, centri di ricerca e servizi della pubblica amministrazione. Secondo la magistratura, una grossa parte di questi 2,7 miliardi, per un totale di 700 milioni sarebbe destinata agli amici degli amici. E il ministro Lotti come ha commentato questa situazione? con molta franchezza ha detto, cito le sue parole, che “la cosa semplicemente non esiste”. Ma andiamo ai fatti di oggi.
È stato arrestato Alfredo Romeo con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta su Consip.Nell’indagine che ha portato al provvedimento di custodia cautelare in carcere, sono stati iscritti nel registro degli indagati, seppur con ipotesi di reato diverse, anche il ministro dello Sport Luca Lotti, Tiziano Renzi, il generale Tullio Del Sette e il generale Emanuele Saltalamacchia comandante dei carabinieri della Legione Toscana.
L’episodio contestato all’imprenditore campano è quella della presunta corruzione di Marco Gasparri, direttore Sourcing Servizi e Utility di Consip, in pratica il settore che si occupa delle gare per l’acquisto dei servizi per tutte le amministrazioni pubbliche. Secondo gli inquirenti, il manager pubblico, riceveva da Alfredo Romeo consistenti somme di denaro in cambio di informazioni privilegiate in grado di favorire le società di Romeo nell’assegnazione di alcuni bandi di gara. In mattinata, è stato anche disposto il sequestro patrimoniale di 100mila euro che, secondo gli investigatori, si tratta del provento della corruzione di Gasparri dal 2013 a oggi. Quest’ultimo, non è stato arrestato perché ha collaborato con gli inquirenti e ha fornito molti particolari utili al prosieguo delle indagini. Sono state eseguite anche alcune perquisizioni nelle abitazioni di altri indagati nell’ambito della stessa inchiesta. In tal senso, gli investigatori hanno fatto visita all’ex parlamentare di An Italo Bocchino, consulente di Romeo, e all’imprenditore farmaceutico toscano Carlo Russo. Quest’ultimo, molto vicino sia a Romeo che a Tiziano Renzi, indagato con Russo per concorso in traffico di influenze, pare sia stato raccomandato dal ministro Lotti a Michele Emiliano. A rendere nota la vicenda è stato lo stesso governatore pugliese, che per questo motivo è atteso in procura per riferire i particolari.
L’inchiesta, come detto, è nata da un’indagine avviata nei mesi scorsi dalla Procura di Napoli per presunte irregolarità nelle assegnazioni di alcuni appalti. L’indagine condotta dai pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, è motivata dal presunto collegamento ai clan camorristici di alcuni dipendenti della ditta di pulizie, che fa capo al gruppo Romeo, che ottenne l’appalto per svolgere tale servizio all’ospedale Cardarelli di Napoli. Dagli accertamenti svolti dai magistrati fanno emerge un presunto sistema di tangenti in riferimento sia all’appalto nell’ospedale Cardarelli che per altri lavori pubblici a Napoli. Gli sviluppi più importanti dell’indagine sono emersi grazie alle intercettazioni telefoniche, sequestri e perquisizioni. A Roma furono trovati in una discarica dei pizzini sui quali, secondo l’accusa, Romeo avrebbe annotato importo e destinatari delle mazzette, che hanno portato all’apertura del filone delle indagini sugli appalti della Consip. Ciò ha comportato una trasmissione di buona parte degli atti, per competenza territoriale, alla Procura di Roma che sta operando in stretto contatto con i colleghi della Procura partenopea.
Nel mirino dei pm c’è l’appalto più grande d’Europa: Fm4, cioé facility management, la gara indetta nel 2014 da Consip per l’affidamento dei servizi gestionali degli uffici, delle università e dei centri di ricerca della Pubblica amministrazione. La convenzione vale 2 miliardi e 700 milioni di euro per una durata complessiva di 36 mesi e corrisponde all’11,5 per cento della spesa annua della Pubblica amministrazione. L’appalto è diviso in lotti e Alfredo Romeo era in cima alla lista per un bando da quasi 700 milioni di euro.
Nell’ambito dell’inchiesta, il ministro Lotti è indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento. Il fascicolo contenente le ipotesi di reato sulle fughe di notizie è stato stralciato dal filone principale sulla corruzione ed è finito a Roma. Il braccio destro di Renzi, già sottosegretario alla Presidenza del consiglio, è stato iscritto nel registro degli indagati a seguito delle dichiarazioni del suo amico Luigi Marroni, che nel suo interrogatorio come persona informata sui fatti ha tirato in ballo anche il generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, indagato per le stesse ipotesi di reato. Nella fattispecie, Marroni ha detto di avere saputo dell’indagine e della presenza di microspie negli uffici Consip dal presidente di Consip Luigi Ferrara, che a sua volta era stato informato dal comandante Tullio Del Sette. Poi ha aggiunto altri nomi. I più importanti sono quelli di Lotti e del generale Emanuele Saltalamacchia, suoi amici. Entrambi lo avrebbero messo in guardia dall’indagine e dopo la soffiata Marroni fece eseguire la bonifica ambientale, trovando le microspie e distruggendole.
Bene amici abbiamo spiegato nei dettagli tutti i collegamenti di questa enorme inchiesta. Ora conoscete i nomi delle persone coinvolte e il perché. Come sapete nessuno è da considerare colpevole fino al terzo grado di giudizio, ma una cosa voglio dirla: fossi nei panni di Lotti, Renzi Senior, e Renzi Junior, inizierei a toccarmi i gigli.

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