Il padre della Flat Tax è un bancarottiere



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Una condanna patteggiata per bancarotta fraudolenta.  Due società con sede legale in un paradiso fiscale. Un socio indagato per corruzione in un’inchiesta dell’antimafia di Reggio Calabria.

È questo il palmares imprenditoriale di Armando Siri, l’ideologo della flat tax targata Lega, l’uomo scelto da Matteo Salvini come consigliere economico. L’Espresso, ha indagato sugli affari privati del neo senatore leghista considerato il padre della riforma fiscale promessa da Salvini. Un’aliquota unica al 15 per cento, che nelle speranze degli elettori del Carroccio riuscirà a rivitalizzare l’economia italiana senza mandare a picco i conti pubblici.

Responsabile della “Scuola di formazione politica” della Lega, Siri in pochi anni è diventato uno dei fedelissimi del segretario federale, che lo ha infatti nominato responsabile economico di Noi con Salvini. Mister flat tax ha però qualche scheletro nell’armadio, a partire dalla condanna a 1 anno e 8 mesi per bancarotta fraudolenta. Condanna comminata tre anni e mezzo fa dal tribunale di Milano in sede di patteggiamento per il fallimento della Mediatalia, società che ha lasciato debiti per oltre 1 milione di euro.

Secondo i magistrati che hanno firmato la sentenza, prima del crack Siri e soci hanno svuotato l’azienda trasferendo il patrimonio a un’altra impresa la cui sede legale è stata poco dopo spostata nel Delaware, paradiso fiscale americano. Potrebbe essere il nostro nuovo ministro dell’economia? Bancarotta per bancarotta tanto vale saperlo subito.

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2018/03/08/news/armando-siri-bancarotta-1.319315https://goo.gl/RpkPXR

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