Il CETA va avanti in gran segreto



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Cari amici di SocialTV… ve lo ricordate il CETA?

Se non ve lo ricordate, non preoccupatevi perché ci sono le grandi multinazionali che se ne ricordano al posto vostro. Circa due settimane fa infatti, il blog ufficiale della campagna Stop TTIP / Stop CETA ha fatto sapere di aver ricevuto un documento riservato, dove si parla della prima riunione, a porte chiuse, del Comitato congiunto sulle misure sanitarie e fitosanitarie creato dal CETA. Il documento sarebbe trapelato dagli uffici del Direttorato Generale per la Salute e la Sicurezza Alimentare dell’ Unione Europea. Il contenuto, oltre ad indicare nelle date del 26 e del 27 marzo la riunione di questo comitato che, ricordiamolo, è privo al suo interno di organismi eletti, contiene l’ordine del giorno di questa prima riunione.

La parola d’ordine della riunione, è equivalenza.

Equivalenza dei regolamenti e dei controlli. Il tutto, trattato in segreto e senza la partecipazione di membri eletti dei parlamenti. Insomma, un enorme sputo in faccia alla democrazia. Ora però io vi risparmio lo scendere nei dettagli delle varie sostanze e dei relativi danni: glifosato probabilmente cancerogeno, funghicidi, e tutto il discorso sulla certificazione delle carni. Perché in ballo c’è qualcosa di molto, molto più grosso: il principio di precauzione, ovvero la regola secondo cui, se c’è un ragionevole dubbio sulla nocività di un prodotto, non si può distribuire.

Il CETA invece, favorisce l’abbandono di questo principio.

Succedesse questo un prodotto alimentare potrebbe restare sul mercato senza problemi, fino ad un’evidenza scientifica della sua nocività. Insomma, “se abbiamo qualche dubbio che sia velenoso, glielo diamo lo stesso in pasto agli animali. Se muore qualcuno, allora è velenoso e alle bestiole non lo diamo più”. Il discorso più inquietante, però, è un altro: Avere un’evidenza scientifica della nocività di un prodotto significa, nella prassi politica, avere degli studi scientifici che provano la nocività pubblicati su riviste scientifiche cosiddette “autorevoli”, ossia le cui pubblicazioni vengono citate frequentemente negli altri studi.

So già quello che state pensando – ma dormite pure sonni tranquilli – non c’è nessun rischio che queste riviste ricevano denaro (o minacce) dalle “piccole” aziende che con la nocività di un prodotto perderebbero milioni e milioni di euro.

Non c’è nessun rischio che un’ eventuale Bayer-Monsanto venda con una mano il veleno e con l’altra la medicina.

Non c’è nessun rischio che eventuali “scienziati in protesta” (che denunciano la nocività di un qualche prodotto) vengano etichettati come complottisti pseudoscienziati con l’aiuto di qualche media … diversamente indipendente.

Dormite sonni tranquilli, se vi va bene questo futuro, per la salute vostra e dei vostri cari.

Se non vi va bene, se volete fare anche solo qualcosina per scongiurare questa situazione… condividete, condividete, condividete! Alla prossima!

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