1 Milione per Amatrice, 1 Miliardo per Guerre



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Mentre la povertà e la disoccupazione aumentano, in Italia aumenta anche la spesa militare.

Il 14 gennaio il governo ha consegnata al parlamento il documento che regola le missioni militari all’estero e tutte le voci di spesa che la riguardano.

Da un’approfondita analisi di questo documento, emerge un aumento generale di circa il 7% rispetto all’anno scorso: 1.19 miliardi di euro nel 2016 contro 1,28 miliardi nel 2017, soldi destinati a finanziare l’impiego di 7.600 uomini, 1.300 mezzi terrestri, 54 mezzi aerei e 13 navali in decine di missioni attive in 22 Paesi, nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Indiano.

Mentre dilagavano le polemiche sul personale e sui mezzi di soccorso insufficienti o tenuti fermi durante gli interventi del centro Italia, il governo decideva di incrementare le spese per le missioni estere. Fermo restando che l’articolo 11 della nostra costituzione reciti che “L’Italia ripudia la guerra”, ora andremo a vedere dove vanno i nostri militari e quanto ci costano le operazioni di pace con i mitra. Il fronte che richiede il maggiore sforzo è quello iracheno con un contingente, secondo numericamente solo a quello americano. Parliamo di 1.497 soldati, 500 uomini a protezione della diga di Mosul, 420 mezzi terrestri e 17 mezzi aerei. Il tutto per un costo complessivo di circa 300 milioni, 250 in più rispetto al 2016. Volete sapere in cosa consiste la nostra missione di pace in Iraq? Bombardamenti aerei della Coalizione contro l’Isis, individuazione obiettivi e rifornimento in volo ai bombardieri, addestrare i combattenti iracheni e curdi, fornire loro soccorso in prima linea, evacuazione feriti con elicotteri e forze speciali. Esportiamo democrazia e pace insomma. Contrariamente a quanto promesso da Matteo Renzi che si era impegnato al ritiro del contingente italiano dall’Afghanistan già l’anno scorso, anche per il 2017 la presenza sarà notevole: 900 soldati, 148 mezzi terrestri e 8 aerei, per una spesa che sfiora i 180 milioni.

Non è da poco nemmeno la spesa che noi stiamo pagando in Libia: nel 2016 abbiamo speso 17 milioni, quest’anno 48. Milioni. Non è chiaro quale sarà l’impiego dei militari italiani in Libia, quel che è certo è che il contingente italiano è di 326 soldati e 107 mezzi terrestri.

Al largo delle coste libiche proseguono anche le operazioni navali di soccorso ai barconi di immigrati: Mare Sicuro ci costa 84 milioni, con 4 navi, 5 aerei e 700 uomini, mentre l’operazione Sofia ci costa 43 milioni, con un’altra nave, due velivoli e 600 uomini. Sono tanti o pochi secondo voi? Bhe, pensate solo che l’intera Unione Europea messa insieme spende la metà dell’Italia per l’emergenza Immigrazione nelle coste Libiche. Ma noi siamo italiani e le cooperative rosse le abbiamo solo noi. Andiamo avanti. Grazie a Renzi è raddoppiata anche la spesa in Turchia da 7 a 12 milioni. La missione dal nome “Active Fence”  vede impiegati 130 soldati italiani con il compito di presidiare il confine siriano con una batteria anti-missile e la partecipazione alla missione Nato di pattugliamento dello spazio aereo turco. Entrambe le missioni hanno ufficialmente funzione di deterrenza contro la minaccia aero-missilistica del regime di Assad, ma in realtà ci occupiamo di sorvegliare le attività militari russe nella regione.

Sempre in funzione anti-russia, 2 nuove missioni Nato che servono a proteggere i confini orientali dell’alleanza in cui l’Italia partecipa inviando al confine Lettone-Russo 160 soldati e 50 mezzi terrestri per un costo di 20 milioni. Non contenti, abbiamo anche 4 caccia Eurofighter Typhoon con 110 uomini al seguito per pattugliare lo spazio aereo bulgaro con un costo complessivo di 11,5 milioni. Infine altri 6 caccia con 145 uomini al seguito per un costo 3 milioni saranno inviati in Islanda per il turno nella missione Nato di protezione condivisa dello spazio aereo della piccola nazione. In Islanda?

Giusto per rendere l’idea di quanto spendiamo con le missioni estere, le 25 casette per i terremotati ci sono costati 1,25 milioni, che rimane a nostro parere una cifra esagerata. Immaginate dunque con 1.28 miliardi di euro quante volte si può ricostruire Amatrice, e invece il governo preferisce spendere denaro pubblico in missioni di guerra che nulla hanno a che vedere con l’italia e la sua costituzione. E voi amici cosa ne pensate delle missioni estere, sono davvero necessarie?

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