Governi Renzi e Gentiloni denunciati per le armi in Yemen



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Governi Renzi e Gentiloni denunciati in Procura per la vendita delle armi usate nello Yemen

Vi ricordate il nostro video di qualche tempo fa con il quale denunciavamo l’esportazione di armi italiane verso l’Arabia Saudita usate poi a bombardare la povera gente nello Yemen? Ecco, ora ci sono le prove portate in procura con le quali di dimostra che bombe italiane hanno ucciso almeno 4 bambini e una donna incinta. In pratica, alcune organizzazioni dichiarano di avere le prove che ad uccidere alcuni civili durante il conflitto nello Yemen siano state armi italiane.

Il loro impiego da parte del contingente guidato dai sauditi è stato più volte denunciato da parte degli operatori umanitari, ma questa volta le prove verranno consegnate direttamente alla procura di Roma perché accerti le responsabilità italiane in merito a un preciso episodio in cui dei bambini e una donna incinta hanno perso la vita.

La denuncia penale è stata avviata da diverse organizzazioni internazionali e dalla Rete Italiana per il Disarmo.

La denuncia è volta “ad accertare responsabilità penali e istituzionali del ministero degli Esteri insieme al produttore delle bombe, la RWM Italia spa, in riferimento alle autorizzazioni sui materiali di armamento. In particolare, è “all’autorizzazione all’esportazione di armamenti verso paesi membri della coalizione guidata dall’Arabia Saudita avvenute dopo l’ingresso della coalizione nel conflitto in Yemen nel marzo del 2015”. Alle 3 del mattino dell’8 ottobre 2016, spiegano le organizzazioni, “un attacco aereo presumibilmente condotto dalla coalizione militare guidata dai sauditi ha colpito un villaggio nel nord-ovest dello Yemen”.

L’attacco, avrebbe ucciso una famiglia di sei persone, tra cui la madre incinta e quattro figli.

Da quanto dichiarato da queste organizzazioni, esistono dati specifici e prove che siano state usate bombe italiane”. Sul luogo “sono stati trovati i resti di bombe e un gancio di sospensione prodotto da RWM Italia S.p.A., una filiale del produttore tedesco di armi Rheinmetall AG”. Le responsabilità politiche “sono sia del governo Renzi che Gentiloni”, dice Giorgio Beretta dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere. L’Italia nel 2016 “ha esportato armamenti per 428 milioni di euro: per la maggior parte bombe aeree prodotte in Italia su autorizzazione del governo italiano. L’Italia dovrebbe riportate alle Nazioni Unite le esportazioni di sistemi militari nel mondo, ma l’anno scorso è stato l’unico paese dell’Unione europea ad evocare la clausola di riservatezza per cui è impossibile sapere con certezza quali sistemi militari esportiamo.

Lo ha fatto per non rendere noto queste esportazioni all’Arabia Saudita.

Il nostro paese continua a esportare armi verso i membri della coalizione militare guidata dai sauditi per la guerra nello Yemen”, contrariamente alla legge italiana 185/1990, che vieta le esportazioni di armi verso paesi coinvolti in conflitti armati. Non solo: la tedesca Rheinmetall AG, che controlla la RWM Italia, non fa partire le bombe dalla Germania perché la normativa tedesca è molto più stringente, quindi le fa partire dalla sua controllata italiana. Quello nello Yemen è un conflitto in cui vengono commessi crimini di guerra e l’idea che l’Italia possa essere stata complice di crimini di guerra attraverso la produzione, l’autorizzazione, l’esportazione e l’uso di bombe partite dallo stabilimento della RWM Italia dovrebbe produrre orrore.

La domanda che io rivolgo a voi è questa: secondo voi Renzi e Gentiloni hanno le mani piene di sangue innocente? Ditecelo nei commenti

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