Gli immigrati ci pagano la pensione



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GLI IMMIGRATI CI PAGANO LA PENSIONE ?

Gli immigrati sono una spesa e ci rubano il lavoro. Questo è il pensiero mal celato di molti italiani che, con il perdurare di una crisi economica e di un’ondata migratoria senza precedenti, vedono nell’immigrazione una minaccia. C’è però chi sostiene il contrario, ovvero che gli immigrati ci pagano la pensione.
Facciamo chiarezza ,perché alla fine tutti parlano, ma nessuno fa mai i conti. Cerchiamo di capire come stanno le cose. Quanto ci costano gli immigrati regolari e cosa ci danno in cambio, cioè quanto versano nelle casse dello stato con tasse e contributi?
L’analisi della Fondazione Leone Moressa, in collaborazione con la Cga di Mestre, fotografa la situazione nel 2016: In Italia ci sono 5 milioni di immigrati regolari e 175.000 richiedenti asilo. 2,35 milioni lavorano, pagano tasse per 6 miliardi e contributi per 10,9 miliardi insomma per il fisco fanno 17 miliardi all’anno.
Come tutti noi usufruiscono di servizi scolastici, sanitari, assistenziali e previdenziali, poi ci sono le spese per la criminalità, 1/3 dei carcerati è infatti straniero, in tutto per una spesa di circa 16 miliardi. Il 2% della spesa pubblica. Da notare però che le spese di accoglienza sono stimate in 1,2 miliardi ma realmente nel 2016 superano i 4 miliardi. Insomma c’è un sostanziale pareggio con il dubbio che le uscite siano superiori alle entrate.
C’è chi però ribatte che gli immigrati contribuiscono al pagamento di 640 mila pensioni, una vera e propria manna dal cielo per le disastrate casse dell’Inps che è senza dubbio la maggiore beneficiaria in termini economici.
Ma cosa succederà tra 30 anni quando i lavoratori stranieri andranno in pensione? Con una fascia di reddito medio inferiore ai 25.000 € lordi all’anno, la pensione sarà irrisoria, insufficiente per una vita dignitosa, quindi diventeranno un costo importante in servizi sociali e assistenziali. l’Inps oggi incassa soldi dagli immigrati e sfrutta questa liquidità per tenersi a galla e pagare le pensioni, ma alla lunga il costo per servizi e assistenza supererà le entrate per i contributi versati. Quindi il conto per le casse dello stato appare nettamente negativo. Insomma anche se oggi l’immigrazione non rappresenta un costo, fra trent’anni potrebbe rivelarsi un pessimo affare e un ulteriore peso sulle le casse dello stato. Vista così sembrerebbe che l’immigrazione ci tolga ricchezza invece che sostenere l’economia. In realtà il fenomeno riguarda più la fascia sociale che il colore della pelle, infatti anche gli italiani a basso reddito rappresentano un costo per lo stato.
Basti pensare che l’occupazione straniera si concentra in settori e professioni scarsamente qualificate, il 60% è impiegato in servizi domestici e di cura o, come operai edili. Alcune professioni si stanno addirittura etnicizzando, nei lavori domestici per esempio il 73% dei lavoratori sono stranieri. Ciò significa che ci sono gravi problemi di integrazione e che gli immigrati non hanno molte possibilità di crescere e svilupparsi.
Certo gli immigrati costano di più a causa delle spese di accoglienza e rimpatrio che però vengono in parte compensate dagli aiuti europei. Per quanto riguarda giustizia e sicurezza è vero che in percentuale gli stranieri commettono più crimini ma i 2/3 dei carcerati sono pur sempre italiani e anche per loro lo Stato deve coprire costi importanti.
Tornando alle pensioni, l’Inps è in sofferenza economica da decenni e ultimamente il crescente invecchiamento della popolazione con sempre meno giovani che entrano nel mercato del lavoro ha drasticamente peggiorato la situazione. Purtroppo lo stesso fenomeno rischia di ripetersi con gli immigrati , il professor Blangiardo della Bicocca di Milano calcola che servirebbero 400-500 mila giovani immigrati all’anno perché il sistema diventi sostenibile, altrimenti nel tempo, l’immigrazione potrebbe configurarsi come una spesa molto importante.
Il punto è che 500.000 nuovi ingressi, in 30 anni diventano 15 milioni di persone, con i 5 milioni che già vivono qui fanno 20 milioni. Tradotto: oggi abbiamo una popolazione di 60 milioni di abitanti, se 20 milioni fossero immigrati, un italiano su tre sarebbe straniero.
Se ciò accadesse si porrebbe un importante problema sociale, mai affrontato prima e del tutto nuovo nella storia del nostro paese, che provocherebbe tensioni sociali imprevedibili. La maggior parte degli immigrati svolge mansioni che prevedono basse remunerazioni. Dunque si potrebbe creare una concorrenza al ribasso o, per meglio dire, una guerra fra poveri italiani e poveri stranieri.

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