Gentiloni aumenta il debito pubblico



Condividi sui social!

Gentiloni racconta bugie e menzogne sul debito perché è arrivato il verdetto dell’Eurostat.

E cambia pesantemente le carte in tavola. Il “calo del debito/pil rispetto al 2016″, rivendicato dal premier uscente Paolo Gentiloni, è solo una gigantesca menzogna. L’Ufficio europeo di statistica ha sancito che i soldi stanziati dallo Stato per liquidare Popolare di Vicenza e Veneto Banca pesano eccome sul debito pubblico. Che sale ben oltre i 2.256 miliardi di euro stimati dall’Istat l’1 marzo in attesa di questa decisione. La cifra totale aumenta di 11,2 miliardi, incluse le garanzie.

Il rapporto deficit/pil, inizialmente stimato all’1,9%, supererà il 2,1% stimato dal governo nella Nota al Def di settembre. Per Eurostat “gli interventi del governo relativi alla liquidazione” delle due banche “devono essere classificati sulla base del loro impatto netto”. Quando all’impatto sul deficit 2017 “i flussi totali attesi in uscita possono essere stimati a 14,7 miliardi di euro, mentre il totale delle somme recuperate è atteso a 10 miliardi di euro. Come risultato dovrebbe essere dunque registrato nei conti un impatto negativo sul deficit per 4,7 miliardi”.

Quanto al debito pubblico, tenendo conto delle garanzie da 6,4 miliardi e dei 4,8 miliardi pagati cash a Intesa San Paolo, l’effetto “sia diretto che indiretto è pari a 11, 2 miliardi”. Dopo la revisione arrivata proprio ieri da Eurostat, oggi, l’Istat rivede in peggio la stime sui conti pubblici. Includendo nei calcoli l’impatto degli interventi per il salvataggio delle ex popolari venete. Così il rapporto debito/pil, che l’1 marzo era dato al 131,5%, sale al 131,8%. E il deficit/pil passa dall’1,9 al al 2,3%. Diventa anche più probabile che la Ue imponga, tra qualche mese, una manovra correttiva più pesante rispetto ai 3,5 miliardi ipotizzati lo scorso autunno.

A valle della revisione, il debito del 2017 risulta pari a 2.263 miliardi, contro i 2.256 stimati a marzo.

Per quanto riguarda il deficit, la liquidazione di Popolare di Vicenza e Veneto Banca e la ricapitalizzazione del Monte dei Paschi di Siena, pesano per 6,3 miliardi di euro complessivi. E’ stata infatti “rivista da circa 1,1 a circa 1,6 miliardi la quantificazione dell’impatto delle operazioni relative a Mps”, mentre gli effetti delle Disposizioni urgenti per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca comportano un trasferimento in conto capitale di 4,7 miliardi.

Anche la pressione fiscale è stata rivista in rialzo di un decimo di punto, al 42,5% rispetto alla stima del primo marzo che era del 42,4%.

Che dire: grandi bugie sulle spalle degli italiani che questo debito pubblico lo vedono sempre salire grazie a politiche clientelari e aiuti dati agli amici dei politici. Soprattutto amici banchieri del PD.

Le banche sono salve, il nostro futuro un po’ meno.

Comments are closed.