Europa ci INVITA a finanziare i giornali con soldi pubblici



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Europa ci INVITA a finanziare i giornali con soldi pubblici

Sulle fake news arriva l’attesa stretta europea, con misure per i social network da Facebook a Twitter e aiuti ai media tradizionali per sostenere l’informazione di qualità. Inoltre, nasce la prima piattaforma Ue per fact-checkers “certificati”. Finalmente, dopo tanto sbattimento e inseguimenti boldriniani, i nostri paolo Attivissimo, quelli di Butac e Puente avranno un lavoro anche loro.  Il codice di condotta resta però volontario e non ha valore giuridico vincolante: a fine anno la Commissione Ue valuterà se è stato sufficiente o se sia necessario adottare una legislazione ad hoc.

Cioè non ha valore giuridico vincolante per i primi pesi poi arriverà la legge e diventerà vincolante.

Nella comunicazione sulla disinformazione di Bruxelles, si prevede di lanciare un forum di alto livello per riunire piattaforme, industria della pubblicità, media e società civile per coordinare gli sforzi nella lotta alla fake news. Praticamente un super ministero della Verità che imporrà a chi dicono loro di sponsorizzare o meno i contenuti in rete e addio alla critica e alla poca pubblicità per campare. Sarà questo forum a dover delineare per luglio il codice sulle pratiche che Facebook e simili dovranno seguire, con l’obiettivo di avere una prima valutazione misurabile del loro impatto a ottobre. Tra le misure suggerite dalla Commissione Ue, i social dovranno monitorare meglio il fenomeno del click-baiting e ridurre le opzioni di targeting mirato per il marketing politico.

Mica eliminare eh, solo ridurre.

Dovrà inoltre assicurare la trasparenza dei contenuti politici sponsorizzati, aumentare gli sforzi per chiudere i profili falsi e dei troll e identificare i bots che diffondono disinformazione. Questo tutto a loro insindacabile giudizio. Inoltre dovrà essere facilitata la valutazione degli utenti delle fonti affidabili e dei contenuti di qualita’ e mesi a punti strumenti facili per poter segnalare online le fake news, facilitare l’accesso a contenuti che rappresentano punti di vista differenti e consentire ai ricercatori di analizzare le dinamiche della disinformazione sui social e il funzionamento degli algoritmi.

In pratica se qualcuno creerà una comunità di 10 mila segnalatori potrebbero far bollare chiunque come fake e bufalaro.

In parallelo, la Commissione sosterrà la creazione prima dell’estate di un rete europea indipendente di fact-checkers e a settembre di una piattaforma europea sulla disinformazione per aiutarli nel loro lavoro. Di nuovo Attivissimo, Puente e Butac saranno i massimi esperti italiani. Inoltre Bruxelles lancerà un nuovo bando quest’anno per la produzione e la diffusione di informazione di qualità sull’Ue attraverso notizie fondate sui dati. Tradotto: la UE sgancerà qualche milione di euro per chiunque diffonderà il verbo europeo e elogerà questa istituzione antidemocratica.

Soldi nostri che andranno buttati per fare tanta pubblicità alla bellissima Europa.

L’esecutivo comunitario invita quindi gli Stati membri a “prendere in considerazione schemi di aiuti” pubblici “orizzontali per rispondere ai fallimenti di mercato che danneggiano la sostenibilità del giornalismo di qualità” oltre a “misure di sostegno per attività specifiche come formazione giornalistica, innovazione di prodotti e servizi” di informazione.

Avete capito?

La commissione europea INVITA gli stati o foraggiare con soldi pubblici i giornali e la formazione di nuove teste di legno e lecchini europeisti. Entro dicembre scatterà quindi la valutazione sui progressi fatti e l’eventuale necessità di ulteriori azioni. Anche in vista dell’appuntamento chiave delle elezioni europee del 2019.

Si stanno cagando addosso amici. Letteralmente.

Il commissario UE alla sicurezza Julian Kink inoltre ha detto:

“Le Fake news sono una reale minaccia alla stabilità della società. La manipolazione della pubblica opinione attraverso le fake news è una minaccia reale alla stabilità e alla coesione delle nostre società europee. In molti casi dietro queste operazioni ci sono “attori stranieri”, e in particolare la dottrina militare della Russia riconosce esplicitamente la disinformazione nella sua strategia di guerra”.

Ma certo, non poteva mancare un po di russia ed i suoi hackers. Va tanto di moda ora accusare i russi di ogni cosa e quindi dai, diciamo a tutta l’europa che la Russia è piena di criminali e che anche per le europee manipolerà le elezioni e voi, signori burocrati, avete una paura dannata di essere sfanculati dalle vostre belle sedie da 20 mila euro al mese.

Capito amici?

Europa per ora invita gli stati a pompare di soldi i giornali, invita i social network di iniziare a bollare come fake chi dicono loro e danno indicazioni a chi di dovere di preparare i gruppetti di segnalatori di massa cosi potranno far chiudere chi magari non è proprio d’accordo con loro.

Domanda: esiste tra di voi qualcuno che non sarebbe in grado da solo oggi come oggi di riconoscere una bufala in rete ?

Per favore ditemelo. Io sono convinto di no, sono convinto che ognuno di voi sarebbe capace di rendersi conto immediatamente senza l’aiuto di nessuno, soprattutto di questa Commissione Europea non eletta da nessuno, non voluta dalla stragrande maggioranza dei cittadini e che opera nel più oscuro dei modi e all’insaputa di noi cittadini che li paghiamo. Casa commissione europea e eurocrati tutti, ma andatevene affanculo un po!

Pagateli voi i giornalacci perchè noi siamo stufi




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