Dati sull’occupazione sono FINTI



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LA TRUFFA DEI DATI ISTAT

Sono usciti i nuovi dati Istat sull’occupazione, e recitano così:
Il tasso di disoccupazione giovanile a gennaio cala al 37,9% dal 39,2% di dicembre -1,3 punti. Istat però dice che dal calcolo sono per definizione esclusi gli inattivi, cioè coloro che sono talmente disperati che si sono perfino rotti le palle di cercarlo, un lavoro. Per lo Stato quindi questi non esistono. L’incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 10,1%. Tale incidenza risulta in calo di 0, uno sputo percentuali rispetto a dicembre. Il tasso di occupazione dei 15-24enni rimane stabile, mentre quello di inattività, quelli che si sono rotti le palle di cercare, cresce di 0,6 punti, e Bla Bla Bla…
Lo sapete che questi dati sono una colossale presa per culo? Conoscete quali sono i metodi di rilevazione dell’Istat per calcolare l’occupazione? No?
Ve lo diciamo noi, anzi, ve lo dicono loro sul sito.
L’Istat fa riferimento agli standard condivisi a livello internazionale.
Questi standard prendono a riferimento coloro che hanno dai 15 anni in poi, e che rispettano una di queste clausole. Ascoltate:
– hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che preveda un corrispettivo monetario o in natura. Voucher da 10 euro lordi inclusi.
– hanno svolto almeno un’ora di lavoro non retribuito nella ditta di un familiare nella quale collaborano abitualmente
– sono assenti da lavoro per ferie o malattia.
Capito il trucchetto?
Sei considerato occupato se nella settimana di riferimento dell’indagine hai lavorato almeno un’ora. Cioè, in pratica funziona così: quelli dell’Istat ti chiamano a casa, e se per puro caso non li mandi a fanculo perché sei completamente stanco anche di cercarlo un lavoro, ma hai lavorato con un cazzo di vaucher solo un’ ora nell’ultima settimana, voilà è fatta! L’operatore metterà una bella X sulla lista occupato.
Ma la cosa straordinaria la sapete qual’è?
Renzi appena sentite le notizie dei nuovi dati fuffa , cavalca subito il trionfo del Jobs Act. Peccato che I voucher sono considerati l’ultima frontiera del precariato estremo e per questo motivo lo stesso governo è al lavoro sulla tracciabilità dei ticket per stabilire se l’uso da parte dei datori di lavoro non si è già trasformato in un abuso. Lo stesso presidente dell’Inps Boeri ha detto che “bisogna intervenire in modo draconiano, drastico, nel reprimere forme fraudolente dell’uso dei voucher”. Uso o abuso che ha ovviamente riflessi sui dati sull’occupazione.
Questi, devono smetterla di prenderci per il culo, questi dati non rappresentano affatto la realtà del paese.

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