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RIFIUTATI 5000MQ DI CASETTE GRATIS

I problemi ad Amatrice sembrano non finire mai, e non si tratta di maltempo o nuove scosse sismiche, la questione riguarda la più grossa donazione fatta ad Amatrice in tutto il periodo post terremoto. Donazione che il Comune non può nemmeno riceverla. Parliamo di un intero campo di moduli abitativi del valore di 1 milione di euro. Un complesso di strutture che comprendono 14 palazzine per un totale di 5mila metri quadrati. Un piccolo villaggio smontabile e multiuso che può ospitare 400 persone. Una vera manna dal cielo insomma, che sarebbe stata molto utile durante l’ultima emergenza, e invece, molti sfollati si sono ritrovati a dormire nelle tende della Protezione civile sotto un metro di neve. Sapete perché? Semplice, la pratica di questa donazione così consistente si è persa nel labirinto della burocrazia all’italiana.

Di chi è la colpa? La risposta non è semplice ma, con calma, cerchiamo di ricostruire gli avvenimenti. A gennaio la Ciano International, un’azienda che si occupa del catering nelle basi della Nato e delle Nazioni Unite, voleva donare il suo campo abitativo. L’azienda decide così di rivolgersi a Maurizio Scelli, ex deputato di Forza Italia ed ex capo della Croce Rossa Italiana.

Scelli, che aveva già collaborato con la Ciano International in Iraq, li mette in contatto con il Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, il quale, entusiasta della donazione dichiara: “La mia idea era di farne due centri di Protezione civile nei comuni vicini ad Amatrice: a Posta e a Cittareale. Due aree attrezzate al servizio, che potevano ospitare i volontari e, all’occorrenza, gli sfollati“.

Dopo i dovuti incontri, a metà gennaio, sembrava che la donazione andasse a buon fine. Parliamo di un’azienda affidabile, con una certa reputazione internazionale che regala un intero campo smontabile ai terremotati e si offre addirittura di montarlo gratuitamente. Con la mediazione dell’ex deputato Scelli, la Croce Rossa mette addirittura a disposizione i tir per trasportare i 37 container da Livorno ad Amatrice.  Nel frattempo i sindaci di Posta e Cittareale avevano trovato sia i terreni dove installarlo, sia chi getterà il cemento dove saranno piazzati. Tutto perfetto! Non manca niente.  A questo punto il sindaco Pirozzi per iniziare ufficialmente le procedure, contatta la protezione civile nazionale della regione Lazio. Da lì in avanti però, le cose si sono parecchio complicate. Iniziano a trascorrere i giorni, troppi giorni, e il Sindaco non riceve risposte concrete.

Da Amatrice lo staff del sindaco si agita e sollecita più volte la Protezione civile del Lazio per il trasferimento. Oggi no, domani no, dopodomani forse. Nell’attesa, da parte dell’azienda donatrice si diffonde la convinzione che la Regione non vuole il campo perché non è nuovo. I donatori pensano che esista una precisa disposizione che vieti, nonostante l’emergenza, l’acquisizione di materiale usato.Dopo continue sollecitazioni dal Sindaco Pirozzi, intorno a metà febbraio, la Protezione Civile manda a Livorno due funzionari per verificarne lo stato di conservazione dei moduli abitativi. I funzionari vengono accolti dall’ingegnere della società Andrea Chiesa che in seguito dichiara: “Li ho portati all’Interporto e ho fatto vedere loro il materiale. Mi hanno detto che avrebbero scritto una relazione per i loro superiori entro un paio di giorni. Da allora non li ho più sentiti“.

Nel frattempo, la stessa Ciano International è perplessa sul fatto che Amatrice voglia ancora i container, perchè ovviamente pensa: ma come, io vi dono un intero campo abitativo dal valore di 1 milione di euro e voi mi fate perdere 2 mesi di tempo per decidere se lo volete o meno? Tra l’altro, il sindaco di Amatrice si è pure espresso con molta insistenza nel voler ricevere il dono, anzi ne ha proprio un disperato bisogno. Ciò nonostante, i donatori iniziano ad essere stanchi tanto che l’ingegnere Chiesa scrive un messaggio all’ex deputato Scelli: “La tipologia della nostra donazione, non rientra nei loro interessi visto che hanno acquistato e che stanno continuando ad acquistare moduli abitativi nuovi“.

Da una parte abbiamo Il sindaco di Amatrice che continua a chiedere a gran voce i container, dall’altra parte i donatori si convincono sempre di più che Amatrice non abbia bisogno della loro donazione, e che dunque vogliano rifiutare i container. Un vero e proprio cortocircuito inspiegabile. Il punto è che non si riesce a capire chi abbia materialmente fermato l’operazione. Che sia la protezione Civile?

Non lo sappiamo con certezza, perché il Capo della  Protezione civile del Lazio, Carmelo Tulumello, sostiene di non avere posto alcun veto ma resta il fatto che Pirozzi e gli altri sindaci aspettano un via libera che non è mai arrivato. Nessuno ha detto formalmente no, ma nessuno si è preso la responsabilità di accettare la donazione. Pazzesco vero?

A noi un dubbio però ci sta venendo. Non è che tutto questo casino sia solo per non ammettere di dover rifiutare una donazione e poter continuare cosi a sperperare denaro pubblico acquistando nuovi moduli abitativi? Sappiamo tutti che è un affare da diversi milioni di euro, è un business cosi quando li ricapita. Comunque sia in tutto questo casino, la Ciano International, stufa delle prese in giro, ha iniziato a cercare qualcun altro a cui potrebbe servire un campo abitativo da 5mila metri quadrati.

La morale di questa assurda facenda surreale: ad Amatrice gli sfollati e i soccorritori continuano a dormire nelle tende. Con questa ennesima storia, non trovate che stiano succedendo troppe cose strane nel centro Italia? Ma davvero gli interessi economici possono aggiungere danno al danno in maniera così spudorata? Non lo so, diteci anche voi cosa ne pensate.

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