Aiuti ai poveri mai resi noti



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AIUTI AI POVERI MAI RESI NOTI

Bollette di luce e gas sempre più alte e famiglie sempre più povere, questo binomio micidiale purtroppo lo conosciamo bene. È invece ignoto a molti, anzi moltissimi, il fatto che esiste una possibilità di salvataggio per tutelare chi è più in difficoltà.

Parliamo del bonus energia, uno sconto sull’elettricità riservato a coloro che si trovano in condizione di disagio economico o fisico. Ma cosa succede in Italia? Succede che ben oltre la metà di quanti ne avrebbero diritto non ne usufruisce.
A diffondere i numeri e dati di questo paradosso sono ben 15 associazioni dei consumatori.

Dai sondaggi effettuati emerge che su circa 4 milioni di famiglie potenzialmente beneficiarie della misura, ad oggi ne hanno usufruito almeno una volta solo circa 2 milioni. Nel dettaglio se ne sono avvalsi, su base annua, il 34% per la luce e il 27% per il gas. Ossia solo un terzo della platea degli aventi diritto. Un controsenso, considerato che oltre un cittadino su dieci si rivolge alle associazioni dei consumatori proprio per arretrati nel pagamento delle bollette. Cosa succede quindi? Secondo le associazioni i problemi sono di varia natura, dalla mancanza di accesso alle informazioni sulla disponibilità del bonus e sull’impatto effettivo dello sconto, alla percezione di “barriere burocratiche”, fino alla sensazione di non adeguatezza economica della misura.
Dai dati raccolti dalle associazioni emerge che oltre l’80% degli intervistati non è consapevole del diritto ad usufruirne, il 39% ritiene l’iter per la richiesta molto complesso, mentre per il 47% le informazioni non sono sufficientemente diffuse. Bene, allora ci pensiamo noi a diffondere questa informazione e vi spieghieremo come funziona.
Partiamo da chi ne ha diritto.

Il bonus, introdotto nel 2009 dal governo e reso operativo dall’Autorità per l’energia con la collaborazione dei Comuni. E’ previsto per i nuclei familiari con indicatore Isee non superiore a 7.500 euro o i nuclei famigliari con più di 3 figli a carico e Isee non superiore a 20mila euro. Il bonus elettrico è previsto anche nel caso di utenti in gravi condizioni di salute, costretti ad utilizzare apparecchiature elettromedicali necessarie per il mantenimento in vita. In totale parliamo di circa 3 milioni e mezzo di famiglie per la luce e di circa 2 milioni e mezzo per il gas. Ogni nucleo famigliare che abbia i requisiti può richiedere per disagio economico sia il bonus per la fornitura elettrica che per la fornitura gas. Se in casa vive un soggetto in gravi condizioni di salute che possiede i requisiti per il bonus per disagio fisico, la famiglia può richiedere anche questa agevolazione.
Bene, ora vediamo a quanto si ha diritto. Per quel che riguarda il bonus elettrico, per una famiglia composta da uno o due componenti sono previsti 80 euro all’anno, da 3 a 4 componenti 93 euro, oltre i 4 componenti si arriva a 153 euro. Il valore dello sconto per motivi fisici dipende dalla potenza contrattuale, dalle apparecchiature elettromedicali salvavita utilizzate e dal tempo giornaliero di utilizzo. Il range va da 417 euro all’anno a 628. Nel caso del gas, per una famiglia fino a quattro componenti, si prevedono 31 euro con il contratto acqua calda sanitaria e/o uso cottura) e 189 euro con il contratto acqua calda sanitaria e/o uso cottura con riscaldamento). Oltre i quattro componenti si va da 49 euro a 279.

E necessario capire come si presenta la domanda.

Supportata da una serie di documenti, va presentata presso il Comune di residenza o presso un altro ente designato dal Comune (Caf, Comunità montane) utilizzando gli appositi moduli, disponibili sul sito dell’Autorità (www.autorita.energia.it) o sul sito www.sgate.it.

Il bonus è possibile perché è finanziato da una sorta di accisa di solidarietà.

Quello elettrico si paga attraverso la componente AS della bolletta ed è a carico di tutti i clienti elettrici, ad esclusione degli agevolati ovviamente; mentre il bonus gas sulle componenti tariffarie GS e GST, a carico rispettivamente di clienti non domestici e degli utenti del trasporto.

E anche oggi abbiamo preso il posto del servizio pubblico che dovreste pretendere dalla Rai, visto che ci chiede di pagarle un pizzo. Scusate, canone. Ci vediamo al prossimo video. Ciao a tutti.

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