FottoX1000 sulle spalle dei terremotati



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FOTTOX1000 SULLE SPALLE DEI TERREMOTATI

Cari amici di Social TV, oggi vogliamo parlarvi di quello che è accaduto in un Paesino terremotato delle Marche e vi raccontiamo una storia che parla di Curia ma anche di incuria, incuria delle Istituzioni, perché purtroppo il terremoto è anche questo.

Ma vediamo i fatti:

Siamo a Montemonaco, in provincia di Ascoli Piceno, un Paesino di circa 700 abitanti, gravemente colpito dal terremoto. Subito dopo la catastrofe, la Protezione Civile intervenuta sul posto, allestisce una tendopoli nel campo sportivo. Purtroppo, pochi giorni dopo, una violenta tromba d’aria si abbatte sul campo distruggendolo.

È allora, che la protezione Civile, decide di piazzare dei container ad uso abitativo nel cortile di “Casa Goiosa”, una “struttura ospitativa” della Curia, uno dei pochi edifici non danneggiati dal sisma. Una trentina di terremotati vengono sistemati nei container, altrettanti tra volontari  e Vigili del Fuoco, trovano sistemazione all’interno della struttura. A quel punto, stando alle dichiarazioni  del Sindaco, inizia una trattativa con la Curia per l’affitto di “Casa Gioiosa”, per un periodo di tre mesi. Il Comune offre 7.000 € come rimborso forfetario, la Curia respinge l’offerta e chiede 12 euro a persona al giorno, ma alla fine si accordano per 10 euro a persona. Il Comune rispetta i tempi: l’ 11 Febbraio il campo viene smantellato perché nel frattempo si è trovata una soluzione alternativa per gli sfollati.

Sembra tutto a posto finché non arriva il conto della Curia: 54.000,00 €

Per il Sindaco, conti alla mano, per 30 sfollati e 10 € a persona, fanno 27.000 €, ma per la Curia si devono contare anche volontari e Vigili del Fuoco anche loro una trentina …Fanno giusto giusto altri 27.000 €. Da qui il totale di 54.000 €. La Curia in un comunicato precisa che “fino ad ora non ha ricevuto un solo euro, da nessuno, per questa ospitalità” e che, “non volendo che ci fosse neppure lontanamente l’impressione che volesse fare opera di speculazione, ha posto ufficialmente un quesito in merito a come comportarsi al Vice Commissario per il terremoto, al Presidente della Regione Marche e al Presidente Anci Marche, ed è in attesa di una risposta. La Curia – dice – si atterrà scrupolosamente a quanto le autorità preposte comunicheranno”. Il giorno dopo il Vescovo Carlo Bresciani interviene con un nuovo comunicato: “In considerazione delle polemiche a mezzo stampa, suscitate da ripetute dichiarazioni prive di fondamento, la Curia ha chiesto, come gesto di buona volontà, all’ente gestore di Casa Gioiosa di rinunciare al suo diritto al rimborso, stabilito dalProtocollo di collaborazione tra Regione Marche e ANCI Marche” che riguarda le strutture ricettive ospitanti persone colpite dal sisma firmato il 3-12-2016, importo comunque non a carico del Comune né dei cittadini, ma della sola Protezione Civile. Casa Gioiosa si limiterà a chiedere il puro indennizzo delle utenze documentate da fatture, e la rimessa in ordine al momento del rilascio della struttura. La Curia ribadisce la volontà della Diocesi di continuare ad assistere moralmente, religiosamente ed economicamente le persone colpite dal sisma, come peraltro ha sempre fatto”. Un pasticcio all’italiana in cui escono tutti sconfitti, da cui emerge l’incuria in cui versano le Istituzioni, a volte incapaci di muoversi nell’emergenza terremoto. Non si spiega perché il Sindaco abbia trattato con la Curia per delle spese di competenza della Protezione Civile e non del Comune e perché sia stato il Vescovo e non un rappresentante delle istituzioni a fare chiarezza.

Dall’altra parte abbiamo una struttura religiosa, che sembra comportarsi come una qualsiasi attività commerciale: Rifiuta l’offerta del Comune di 7.000 €, gioca al rialzo e ne chiede 12, ed infine chiude a 10 €. Questa è una trattativa commerciale, in piena regola.

Inoltre l’entità della cifra richiesta, 54.000 € (per il solo affitto in quanto il vitto e le utenze erano a carico del Comune) , fa pensare che in realtà “Casa Gioiosa” sia una struttura almeno in parte commerciale, che debba quindi compensare delle perdite per mancati incassi. Tesi avvalorata dal fatto che, secondo quanto dichiarato dal Sindaco, ospiterebbe anche dei turisti. Secondo voi pagheranno almeno l’IMU? Noi ci limitiamo ad osservare che le strutture religiose dovrebbero essere senza fini di lucro. Ci chiediamo però se il gestore di “Casa Gioiosa” o, il Vescovo, non si siano fermati un attimo a pensare che non si trattava di soldi, ma di persone, famiglie, gente che ha perso tutto. Sono le stesse persone che formano la comunità cristiana locale e che sostengono la Chiesa del Paese! Avranno realizzato che i Volontari e i Vigili del Fuoco, per cui hanno chiesto conto, sono gli stessi che hanno soccorso i religiosi e messo in sicurezza le Chiese? Non lo hanno fatto, questo è chiaro, ma sono anche andati oltre, spacciando come “Gesto di buona volontà” il fatto di rinunciare alle loro pretese economiche. Non del tutto però! Perché, utenze a parte, La Curia si ostina a richiedere il rimborso per le spese di sgombero e di pulizia. Insomma un “gesto di buona volontà” lasciato a metà, ma soprattutto l’occasione per rimediare ad uno sbaglio, senza cadere in equivoci, buttata alle ortiche.Una curia che appare dapprima avida ed inflessibile e che poi, forse per salvare la faccia in seguito all’esplosione del caso, si cimenta in un balletto i cui attori, nonostante improbabili capriole, non riescono ad esibire un lieto fine. Insomma oltre a patire pesantissimi disagi a causa del sisma, è il caso di dire che ora, i poveri terremotati,devono subire anche l’incuria della Curia!

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