412 mila italiani restituiscono gli 80 euro



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Anche nel 2016, puntuale, il fisco ha bussato alla porta degli italiani.

Non solo per riscuotere giustamente le tasse dovute, ma anche per chiedere indietro il bonus di 80 euro a chi ha guadagnato troppo poco per rientrare nei paletti fissati dal governo Renzi. Oltre 412mila contribuenti con redditi annuali inferiori a 8mila euro hanno dovuto restituire allo Stato, in un’unica rata, un totale di quasi 90 milioni di euro.

Il problema è ben noto a Palazzo Chigi, tanto che proprio nel 2016, dopo che ilfattoquotidiano.it aveva raccontato le storie degli italiani costretti a metter mani al portafogli per ridare indietro soldi che non avevano nemmeno chiesto, il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan aveva promesso che avrebbe trovato il modo per “alleviare” quella beffa. O almeno consentire la restituzione a rate. Qualche mese dopo, scrivendo la legge di Bilancio, si è però rimangiato quell’annuncio. E non ha rimediato nemmeno in seguito quando nell’ultima finanziaria, ha modificato le soglie di reddito per evitare di far perdere gli 80 euro agli statali. A dimostrare che nulla è cambiato rispetto al 2015 sono i dati sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017, appena diffusi dal ministero dell’Economia.

I beneficiari della detrazione Irpef di 80 euro, misura simbolo del governo Renzi, sono stati 11,5 mila italiani, per una spesa di 9,4 miliardi per le casse pubbliche.

Il 50,2% dell’ammontare del bonus è andato ai dipendenti delle regioni settentrionali, seguiti da quelli dal Centro (20,3%) e Sud (20%). Oltre 1,7 mila contribuenti se lo sono visto però chiedere indietro e hanno restituito in totale 480 milioni di euro. E quasi 90, stando alle tabelle del Mef ordinate per classi di reddito, sono i milioni resi dai contribuenti “incapienti“, cioè talmente poveri che l’Irpef non la pagano e non hanno diritto alla detrazione.

Gli altri a fine anno hanno scoperto di aver superato il tetto massimo di reddito, che fino al 2017 era fissato a 26mila euro, o di aver ricevuto un bonus troppo alto. E dire che nel frattempo il range di reddito entro cui si ha diritto al bonus, che inizialmente andava dagli 8mila ai 24mila euro è stato ritoccato: la legge di Bilancio per il 2018 ha alzato a 8.174 euro il reddito minimo necessario per avere gli 80 euro e portato a 24.600 euro il tetto. Questo per dribblare il rischio che gli statali che ne avevano diritto lo perdessero in seguito agli aumenti di stipendio previsti dal nuovo contratto.

Nessun intervento è stato però previsto a favore di chi magari all’inizio dell’anno aveva un contratto e poi si è ritrovato disoccupato e sotto la soglia e si è visto chiedere indietro i soldi, in una botta sola, dall’Agenzia delle Entrate. Questo è il risultato del governo PD. Togliere ai poveri per dare ai ricchi.




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